Che cosa nasconde il palazzo baronale

di Gianluca Virgilio

Gli Atti delle Giornate di Studio (24-25 maggio 2007) presso il Museo Provinciale Sigismondo Castromediano a Lecce sono ora raccolti nel ponderoso e solido volume Dal castello al palazzo baronale, col sottotitolo Residenze nobiliari nel Salento dal XVI al XVIII secolo, a cura di Vincenzo Cazzato e Vita Basile, con la collaborazione di Simonetta Politano, Mario Congedo Editore, Galatina, dicembre 2008, pp. 373. Già la robustezza della rilegatura, la copertina cartonata rigida, la carta symbol free life opaca da 150 gr., il formato 22 x 30, le innumerevoli fotografie a colori che accompagnano il testo, ci certificano che siamo davanti a un volume destinato a veicolare contenuti di notevole importanza, ad un pubblico vasto e tuttavia elitario, che comprende gli amanti di storia locale, gli studiosi d’arte, di architettura, di pittura, gli studiosi di storia sociale, delle istituzioni, gli urbanisti, e anche tutti coloro che, avendo programmato per questa primavera una serie di escursioni nei paesi della vecchia Terra d’Otranto, vogliano dotarsi di un guida specializzata nella descrizione di un gran numero di monumenti che questo libro ha il merito di studiare in maniera puntuale quanto con spirito divulgativo.

L’opera rientra a pieno titolo nel progetto, di cui è promotore Marcello Fagiolo, di un Atlante delle residenze nobiliari in Italia, che si prefigge “la messa a fuoco della residenza nobiliare nel contesto del rinnovamento urbano, in relazione alla trasformazione del gusto, alle strategie patrimoniali e rappresentative delle classi dirigenti e alle politiche di rinnovamento urbanistico promosse dai poteri centrali nelle capitali e nei principali centri italiani, in un’accezione cronologica che dalla Controriforma arriva alla metà del XVIII secolo, con possibili estensioni in relazione alle diverse realtà regionali” (p. 8). Come si vede, il progetto, già in corso d’opera – “dopo il primo volume su Stato Pontificio e Granducato di Toscana (a cura di M. Bevilacqua e M. L. Madonna, Roma, 2003) e il secondo volume sulla Italia settentrionale (a cura di M. Fagiolo, in corso di pubblicazione)” sarà pubblicato, scrive sempre Fagiolo a p. 10, un “terzo volume sull’Italia meridionale (a cura di M. Fagiolo) -, il progetto, dicevo, è ambizioso. Ambizioso e necessario, poiché richiama l’attenzione del lettore e dei pubblici amministratori sulla necessità di salvaguardare autentici monumenti della storia nazionale e locale, che hanno rischiato e rischiano ancora di andare in malora a causa della pubblica negligenza. Quanti palazzi, che un tempo furono centri temuti del potere, nel corso del secondo ottocento e del primo novecento sono stati adibiti a scuole, a uffici pubblici, quando non a magazzini per la raccolta e la lavorazione del tabacco e in taluni casi a recinti per greggi di pecore! Oggi questo non accade più, almeno non in un modo devastante come nel passato, ma bisogna sempre tenere alta la guardia! Un libro come questo contribuisce senza dubbio ad impedire “la messa in liquidazione”, come scrive Mario Cazzato (Spagnoli in Puglia: i Lopez y Royo e le loro residenze tra XVII e XIX secolo, pp. 206-217), “di una civiltà, ed è una fortuna che le carte superstiti ci consentano di ricostruirne o illuminarne qualche aspetto” (p. 214).

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