Una nuova guerra mondiale: la pandemia

Dovremmo chiederci di che tipo di guerra si tratta. Non è certo una guerra tradizionale, la guerra guerreggiata con armi distruttive, come la seconda guerra mondiale. Questa è stata l’ultima guerra tradizionale su scala globale, dopo la quale si è capito che l’enorme distruttività degli ordigni bellici (la Bomba) non avrebbe più potuto determinare gli assetti del potere mondiale. Una guerra nucleare avrebbe distrutto l’intera umanità insieme alla brama di dominio di chicchessia. Pertanto, tutte le guerre che si sono combattute dopo, sono state guerre locali, limitate, convenzionali, per procura; guerre che sono continuate fino ai nostri giorni e sono tuttora in corso (Siria, Libia, ecc.) o hanno assunto nomi nuovi (le guerre commerciali). Non se ne sente più parlare. Sono ancora in corso oppure gli scambi di artiglieria sono cessati perché un’arma più silenziosa sta facendo il lavoro sporco della guerra?

Ora siamo in presenza di una guerra sanitaria, nella quale ciascuno stato, ciascun potere si arma contro il virus. La cooperazione internazionale è più nei discorsi buonisti che nella realtà.

 La Cina sta vivendo il suo dopoguerra, mentre gli altri stati ancora combattono. Agli occhi dell’opinione pubblica internazionale, la Cina è un modello vincente: la vita collettiva riprende, le fabbriche riaprono, l’economia, sia pure lentamente, riparte. L’Occidente invece appare incerto e diviso.

Alla fine della pandemia, come alla fine di ogni guerra, tutto sarà cambiato, la geopolitica avrà un volto diverso. Assisteremo ad un riposizionamento delle forze in campo, dal quale emergerà chiaramente il nuovo rapporto di forza tra gli stati, che dipenderà esattamente dalla capacità che ciascuno stato avrà avuto nel difendersi dalla pandemia. Qui non conta più il numero di morti, ma conta l’economia, la perdita delle posizioni acquisite, la capacità di reazione, il controllo della paura, la fiducia dei mercati. Il confronto tra le potenze passa attraverso questi parametri.

Sul piano interno, le democrazie occidentali, che fino a ieri hanno parlato di diritti umani, avranno sperimentato nel frattempo un potere assoluto. Lo stato di eccezione, già ben presente prima che la pandemia scoppiasse, avrà pervaso la vita quotidiana e sarà la normalità rispetto all’eccezione democratica, se mai essa sarà ripristinata da qualche parte.

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Una risposta a Una nuova guerra mondiale: la pandemia

  1. Annie Gamet scrive:

    Cher Gianluca,
    Au regard de ce qui se passe en France et autour de nous, je ne peux malheureusement qu’être d’accord avec tout ce qui est écrit ici.
    Merci pour cette analyse remarquable, très pertinente et d’une grande lucidité.
    Bien amicalement. Annie Gamet

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