Zibaldone galatinese (Pensieri all’alba) XXIII

di Gianluca Virgilio

Giacomo Casanova. Nella Storia della mia vita Giacomo Casanova non racconta mai per intero una sola storia alla volta, ma ne racconta sempre due e più, in modo tale che esse si intreccino tra loro e, interrompendosi e poi riprendendo il loro corso, si produca nel lettore una certa suspense. La tecnica è quella della terzina dantesca, che dà continuità al canto attraverso l’aggiunta di una nuova rima; allo stesso modo, una nuova tresca dà continuità al racconto di Casanova, che potrebbe proseguire all’infinito o, per meglio dire, ad libitum.

Da notare il ruolo che gioca il denaro nelle avventure erotiche di Casanova. Il piacere non è mai gratuito, ma sempre comprato, e anche a caro prezzo. Il denaro, quando lo si possiede, conta poco (non ci si affligge per una perdita al gioco, pur notevole), ma senza di esso sarebbe assai difficile procurarsi il piacere, che è il vero e unico fine della vita.

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Dialogo interreligioso. Da quando non è più autonoma, mia zia, cattolicissima, ha una badante marocchina di nome Fatima, musulmana. Stamane, entrando in casa sua, sono stato accolto dalla preghiera islamica diffusa dalla radio, mentre in passato, quando mia zia stava bene e non conviveva ancora con Fatima, ero accolto sempre da qualche predica di Radio Maria o della televisione di Padre Pio. Ho detto, scherzando, a mia zia: “Non è che Fatima ti convince a convertirti all’Islàm?”. “No, no”, mi ha risposto, “non ci capisco niente!”. In realtà, mia zia è contenta perché Fatima è una brava donna e porta il nome di una famosa madonna.

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