La scomparsa dell’Editore Manni

di Gigi Montonato

Il 22 maggio scorso, all’età di 76 anni, è morto Piero Manni, il fondatore, insieme con la moglie Anna Grazia D’Oria, dell’omonima casa editrice.

Lo conobbi all’Università di Lecce nell’a.a. 1966-67 tra i primi universitari che incontrai e fummo insieme nella giunta elezioni per il rinnovo dell’Orul, l’organismo rappresentativo universitario leccese, lui era il presidente. Mi colpirono il suo garbo e quell’anteporre a qualsiasi divisione politica e ideologica, in quegli anni di forti contrapposizioni, la colleganza universitaria, che a me parve cosa nuova. Ci siamo sempre rivisti e salutati con affetto, a Taurisano dopo un suo comizio o a Galatina, all’Editrice Salentina, dove lui, a partire dalla metà degli anni Ottanta, stampava i primi volumi della sua casa editrice e una rivistina, “Modem”, un quindicinale a stampa verde.

Piero Manni si era ben realizzato sia come politico, giungendo al Consiglio Regionale, sia come editore, pubblicando autori ed opere, per i quali il suo nome e quello della sua casa editrice sono balzati all’attenzione nazionale. Anche per la sua opera, perciò, il Salento respira da anni un’aria meno provinciale e marginale. La sua casa editrice si è ritagliato, nel panorama salentino, uno spazio ben preciso, puntando sulla letteratura contemporanea, narrativa e poesia, ad ampio spettro, pubblicando esordienti e “recuperando” autori affermati e importanti.

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