Bugie del neoliberismo

I prezzi svolgono per intero e in modo efficace la loro funzione di segnalazione dell’esistenza di risorse scarse e riescono e coordinare efficacemente le azioni degli n individui presenti in tutti i mercati.

Queste proprietà valgono sia per l’equilibrio economico generale sia per i suoi sviluppi più recenti contenute nei modelli di equilibrio economico generale dinamico stocastico.

In definitiva, Gallegati opportunamente sottolinea come la teoria economica dominante “non è stupida”: è una costruzione paradossale che discende da assiomi fondamentali “di cui, con il passare del tempo, non si ha più memoria. Si costruisce su fondamenta spesso precarie, allungando a dismisura ‘catene logiche’ che via via sono meno robuste”. E fa bene a mettere in evidenza che “il problema non è la matematica, ma l’uso che se ne fa” (p.40).

Per quanto attiene alla pars constuens del volume, l’autore propone di costruire un paradigma alternativo basato sulla complessità, che renda lo statuto metodologico dell’Economia più simile a quello della biologia che della Fisica. Ci si riferisce, in particolare, allo “studio dell’interazione tra gli elementi” che si formano da strutture che hanno proprietà diverse rispetto ai singoli componenti isolati (p. 82).   

L’economia della complessità – della quale i modelli basati su agenti sono la rappresentazione analitica più sviluppata – è fondata su queste convinzioni:

  1. Moneta, incertezza e tempo storico sono caratteristiche essenziali di un’economia capitalistica. La teoria dominante di fatto le esclude dall’analisi, trattando la moneta come neutrale, l’incertezza come rischio calcolabile, il tempo storico come tempo logico.
  2. “L’innovazione cambia le possibilità produttive e il set di informazioni. Poiché le informazioni sono limitate – private – ci saranno apprendimento e interazione.

In questo scenario metodologico si fa strada la necessità di sottrarre la teoria economica a una sua equiparazione al modello della fisica settecentesca e, dunque, alla necessità di superare il mainstream. Gallegati ritiene che un modello alternativo già esista e che sia costituito dall’insieme dei modelli ad agenti eterogenei. Si tratta peraltro di un insieme di modelli che fa già capo a un approccio istituzionalizzato, con le sue cattedre di Economia, le sue riviste specialistiche.

In definitiva, questo libro si consigli agli addetti ai lavoratori ma anche ai professionisti di settore interessati a come sta diventando la scienza economica e a come più utilmente potrebbe essere.

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