Manco p’a capa 72. Tanto paga lo Stato!

Oltre ai veleni della Cavtat ebbe a che fare anche con i veleni sparsi sulla sua reputazione, per delegittimarlo e togliergli il caso. Come mai i politici volevano prendere il controllo delle operazioni? Come mai gli fu suggerita diverse volte una ditta statunitense, con costi altissimi, per fare un lavoro che si poteva fare con efficacia per costi molto più contenuti? Questo Maritati non lo spiega. La sua carriera in Magistratura ha subito una modifica quando si è dato alla politica, diventando Senatore della Repubblica, ricoprendo importanti ruoli istituzionali a livello parlamentare e governativo. Gli rimane il riserbo del magistrato che, senza prove, non propone alcuna interpretazione. A me, lettore, sorge il dubbio che quei soldi in più sarebbero andati nelle casse di politici e faccendieri. Evangelisti era quello che telefonava ai costruttori e quelli gli chiedevano cosa gli “servisse”. Lo scandalo dei petroli, con i “Pretori d’assalto di Genova”, e poi “Mani Pulite”, con i Magistrati della Procura di Milano, hanno scoperchiato un sistema di perenne ladrocinio che ha dissanguato le casse dello Stato. Se oggi siamo in deficit, lo dobbiamo a quel costume. Operazioni che costavano due venivano finanziate con dieci. Tanto paga lo Stato. Il libro di Maritati, anche lui definito “Pretore d’assalto”, racconta l’esito felice di una vicenda di inquinamento ambientale, ma, in filigrana, ci mostra un inquinamento istituzionale non ancora risolto. Nella mia personale esperienza ho visto imprese per centinaia di milioni (di euro) di soldi pubblici che hanno dato esiti fallimentari e che sono state riproposte con altro nome, ottenendo altrettanti finanziamenti. Anche io, come Maritati, non riesco a spiegarmelo e non ho alcuna prova che si tratti di imprese dal costo gonfiato. Per quali motivi avvengono queste cose? Mah! Basti pensare alle concessioni per la rete autostradale. Il concessionario guadagna miliardi, non fa manutenzione, crolla un ponte, muoiono 48 persone, e il contratto prevede che, in caso di revoca da parte dello Stato, si debba pagare una penale spropositata al responsabile del disastro che ha portato alla morte di decine di persone, e a una rete autostradale abbandonata all’incuria. Come mai i contratti sono stati redatti in quel modo da parte dei “servitori dello Stato”? Come mai il Governo voleva recuperare la Cavtat affidando le opere a una ditta che avrebbe preso una cifra spropositata, rispetto al costo effettivo delle operazioni?

Il raccontato di Maritati è attualissimo e ci mostra come la cronaca di oggi sia il frutto di cronache del passato che, ripetendosi, diventano storia. Non è mia intenzione rivelare ulteriori dettagli, perché la scrittura di Maritati non è quella dei verbali della Magistratura e il suo libro si legge d’un fiato.  Oramai ci siamo abituati a racconti televisivi di funzionari di provincia che risolvono enigmi e situazioni difficili. Li trovo un po’ stucchevoli e forzati. Ma questa è una storia vera, di quelle che ne capita una nella vita. Maritati potrebbe diventare il protagonista di una fiction, ma dubito che lo sceneggiatore arriverebbe a inserire in una sola storia gente come Cousteau, Andreotti, Evangelisti, e tanti altri che riconoscerete. Sembrerebbe un’esagerazione, una forzatura: son cose che nella vita vera non avvengono. E invece…. La storia raccontata da Maritati non è un caso isolato. Leggi fanpage.it del 3 gennaio 2017.

[Il blog di Ferdinando Boero ne “Il Fatto Quotidiano” online del 4 ottobre 2021]

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