Inchiostri 5. Su di un disegno di Giuseppe Penone

di Antonio Devicienti

Giuseppe Penone, Anulare sinistro.

Propagazioni sono quei lavori che partono dall’impronta digitale impressa al centro del foglio con inchiostro tipografico per continuare (“propagare”) a matita le linee dell’impronta del polpastrello; le linee mantengono sempre una distanza tra di loro di un millimetro e i fogli hanno talvolta dimensioni molto grandi, per cui il lavoro di realizzazione ammonta, in alcuni casi, a duecento ore.

L’indefettibile pazienza, la concentrazione mentale e corporea, l’estrema precisione del gesto e del tratto dicono di qualcosa che è prossimo all’ascesi.

La bellezza delle linee in qualche modo concentriche, fittissime e delicate, propagazione nello spazio bianco del foglio di una minima parte del corpo umano rende visibili simmetrie e cadenze.

La contemplazione di un’opera come questa (non basta guardarla, ne occorre una laica contemplazione) propaga anche il silenzio che da essa scaturisce poiché l’atto compiuto dalla vista diviene un atto dell’udito: quest’ultimo vede il silenzio mentre l’occhio ode la vibrazione delle linee – il foglio è singolare spartito sul quale è scritta la cadenza del silenzio.

Il bianco del foglio è spazio di una laica rivelazione o trasfigurazione, il foglio diviene luce nel momento in cui ha terminato di accogliere l’ultima propagazione (che l’immaginazione può continuare fuori del foglio stesso).

La matita è sismografo che traccia le invisibili onde di una propagazione, strumento di una mano d’estrema delicatezza le cui impronte digitali restano sul fusto della matita, oppure è telescopio capace di catturare cosmografie seguendo l’idea che l’immensamente grande si rispecchia nell’infinitamente piccolo e che il minuscolo si riflette nel grande: il foglio sembra diventare mappa di moti stellari.

La grafite è segno labile, non aggredisce il bianco del foglio, potrebbe essere cancellata da una gomma, eppure consegna concretezza a movimenti altrimenti insospettati.

Propagazioni dell’appena visibile e dell’invisibile.

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