
Quest’anno nella mia scuola il collegio dei docenti, uniformandosi a quanto accade in centinaia di scuole italiane (ma il fenomeno riguarda tutto l’Occidente), ha approvato il regolamento che disciplina la “Carriera Alias”. Come recita la definizione della Treccani, la “Carriera Alias” è la “procedura amministrativa che, sulla base di un accordo di riservatezza tra scuola o ateneo, studente e famiglia (nel caso in cui lo studente sia un minore), prevede la possibilità di modificare in registri e atti interni il nome anagrafico dello studente con quello scelto dallo studente stesso, nel caso che quest’ultimo sia una persona transessuale o abbia avviato un percorso di transizione.” Il fine del regolamento, che supplisce alla carenza legislativa nazionale, è quello della massima inclusività all’interno della scuola.
Approvato il regolamento, mi sono imbattuto nel libro di Jacques-Alain Miller, In trans, Quodlibet, Macerata 2022, un libro tutto dedicato ad una questione che sembra essere diventata imprescindibile e decisiva per la nostra civiltà. Come scrive Miller, nell’incipit del libro, “Ormai la tempesta è scoppiata. La crisi trans ci sta investendo” (p. 7).




































































