Lisbona si prende tutto lo sguardo (quattro fogli di diario)

di Antonio Devicienti

1. Lisbona si prende tutto lo sguardo nella sua ascesa inarrestabile di finestre e tetti.

Vado (a piedi e lentamente) dalla Stazione del Rossio, nella quale da decenni in migliaia ogni giorno si arriva nella Città Cromatica per lavorarvi, fino alla Praça das Amoreiras e lì, nell’ombra radiante e fresca degli alberi, sotto gli archi di pietra dell’antico acquedotto, cerco il sorriso cordiale degli amici, quasi che Maria Helena ed Arpad possano veramente tendere verso di me entrambe le mani in segno di benvenuto.

Un diario bilingue è anche un diario tra veglia e visione, tra sguardo e immaginazione: Arpad e Maria Helena sono ora i dipinti stessi che, nelle stanze luminosissime, restituiscono Lisbona (ma c’è anche New York e una stanza dalle tredici porte, un vascello fantasma che traslucido compare all’orizzonte e la nebbia di Londra), Lisbona accesa di vento, di fiume, di terrazze, ascesa inarrestabile di vetri trascoloranti e tetti.

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