Manco p’a capa 265. La scienza non è un’opinione

di Ferdinando Boero

Il 2 luglio, alle 8.30, Agorà, di RAI 3, ha parlato di clima: mai così caldo, con morti e disastri dovuti a fenomeni sempre più estremi. Alessandro Cecchi Paone riporta le evidenze della climatologia, e i servizi che accompagnano la trasmissione concordano con le sue dichiarazioni. Interviene Fabio Dragoni, de “La Verità”, e ridicolizza gli allarmi: è normale che in estate faccia caldo, comunque non siamo noi i responsabili del cambiamento (prima dice che non c’è, poi dice che non ne siamo responsabili), oggi misuriamo le temperature con grande accuratezza, i dati non sono confrontabili con quelli del passato, meno accurati. Raramente ho sentito così tante castronerie tutte assieme. È giusto che persone così abbiano spazio in televisione e che le loro opinioni possano essere opposte alle risultanze della scienza? Siamo in un paese libero, verrebbe da dire, gli spettatori dovrebbero poter distinguere. Purtroppo non è così. Gli alfabetizzati scientificamente non saranno scalfiti dalle argomentazioni di Dragoni, ma chi non sa come funziona la scienza (la maggioranza) sente “l’altra campana” e pensa: vedi? uno dice una cosa e l’altro ne dice un’altra. Non si sa più a chi credere. Scienza e antiscienza si elidono a vicenda e vince l’antiscienza: l’astensione del giudizio è una vittoria per chi si oppone a politiche di sostenibilità. Non siamo noi i responsabili del cambiamento climatico e non ci possiamo far nulla. Sono tutte follie green. La disinformazione genera sfiducia nella scienza: un’opinione vale l’altra. Non abbiamo un’alternativa alla scienza per diminuire l’ignoranza e aumentare la conoscenza. Ci sono incertezze sul confine tra conoscenza ed ignoranza, ma diminuiscono man mano che l’ignoranza viene ridotta. Mettere in dubbio i risultati della scienza usando opinioni infondate come argomenti contrari è disonesto.

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