di Rocco Orlando

Nato a Carpi nel 1633 e laureatosi in filosofia e medicina a Parma nel 1659, Bernardino Ramazzini tenne per alcuni anni una condotta nella città di Canino, nel ducato di Castro, stato vassallo pontificio nell’Italia centrale, dove si trasferì e per alcuni anni svolse la professione. Tale esperienza gli consentì di constatare quotidianamente le misere condizioni lavorative dei contadini locali.
Colpito dalla malaria, endemica nella zona, rientrò nella nativa Carpi per riprendersi. Nel 1671 si trasferì a Modena dove crebbe rapidamente la sua reputazione a tal punto che nel 1682 il duca Francesco d’Este gli affidò la Cattedra di medicina teoretica presso l’Università di Modena e lì rimase fino al 1700 quando fu chiamato dal Senato Veneto alla seconda cattedra di Medicina pratica nell’ateneo patavino e, più tardi, alla prima cattedra di medicina pratica nella stessa Università.
Intanto nel 1700 a Modena aveva dato alle stampe la prima edizione del suo trattato “De morbis artificum diatriba”. Nel 1713 a Padova uscì la seconda edizione del suo trattato. Dopo 14 anni di intensa attività clinica e di insegnamento Ramazzini morì a Padova nel 1714.





































































