di Francesco D’Andria

Il filo di memoria che legava il celebre geologo umanista Antonio Lazzari a Castro, sua terra natale, continua nel tempo a dipanarsi e oggi diventa fattore concreto di crescita culturale in questo angolo del Salento, intorno al Parco Archeologico ed al MAR-Museo Archeologico, che ha trovato posto all’interno delle suggestive sale nel Castello Aragonese.
Seguendo questa traccia, il 5 maggio 2017, alla presenza della figlia di Antonio, Maura Lazzari, si poté completare l’atto di donazione al MAR, da parte degli eredi, della collezione che lo studioso aveva raccolto, con reperti provenienti sia dal Salento che dalla Campania.
Negli anni che seguirono la trionfale inaugurazione del Museo, avvenuta nel luglio del 2016, il flusso dei finanziamenti della Regione Puglia si era improvvisamente, e inspiegabilmente, inaridito, sino a cessare del tutto. Eppure fondamentali e di notevole risalto mediatico erano state le scoperte effettuate nell’area di fondo Capanne grazie ai finanziamenti europei POIn-FESR 2007-2013. Era stato definitivamente identificato il Santuario di Atena, citato nel libro III dell’Eneide di Virgilio (versi 521-550), e dal terreno erano emersi il busto di una statua colossale in pietra leccese, attribuito allora alla statua di culto di Atena, e i rilievi di un fregio lapideo che per la prima volta mostrava, in scala monumentale, il motivo dei “girali abitati”, inventato dai pittori greci del IV sec. a.C. tra Italia meridionale e Macedonia, che divenne motivo ornamentale caratteristico dei vasi apuli a figure rosse. Queste scoperte permettevano di osservare in una nuova prospettiva gli sviluppi dell’arte greca di Occidente, in particolare come era andata formandosi a Taranto, che allora rappresentava uno dei centri artistici più vitali ed innovativi in tutto il Mediterraneo.






























































Un “altro” Salento, generoso com’è nel suo codice genetico, sensibile e innamorato della propria storia, “viene qui alla luce” (si potrebbe dire con un facile gioco di parole).
Grazie!