Conferenze sull’anfiteatro di Lecce a cura del Professor Francesco D’Andria

L’Atlante archeologico della città Lecce per la conoscenza del patrimonio archeologico

di Renato De Capua


Giuseppe Scardozzi (Foto di Maria Pacoda).

Nel corso del 2026 Lecce avrà la sua carta archeologica aggiornata: sulla scorta dei dati attuali ammonta a 375 il numero delle unità topografiche (si tratta prevalentemente di tombe), talvolta pluristratificate e contenenti tracce del passato. Sebbene la superficie urbana indagata archeologicamente sia inferiore al 3% (rispetto ai quasi 62 ettari di superficie antica), le conoscenze finora in possesso consentono di ricostruire l’assetto di Lecce dall’Età del Ferro fino all’epoca medievale.
Con l’“Atlante archeologico della città di Lecce”, sviluppato nell’ambito dei progetti PNRR “Changes” e “ArchMAPP” condotti da UniSalento e CNR, si realizzerà un aggiornamento della carta archeologica della città, una raccolta di dati su un patrimonio storico non sempre accessibile, ma esistente sotto i nostri passi. L’iniziativa è stata presentata in anteprima da Giuseppe Scardozzi (dirigente di ricerca dell’Istituto di Scienze del Patrimonio Culturale “ISPC” del CNR), nella conferenza di giovedì scorso presso la biblioteca OgniBene, nell’ultimo tra gli appuntamenti pensati per conoscere da vicino l’anfiteatro romano, un’iniziativa promossa dal Comune di Lecce con il coordinamento dell’accademico dei Lincei Francesco D’Andria.

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