di Roberto Orlando

Ritratto di Francesco Rubichi.
La conferenza che Francesco Rubichi, appassionato apologeta del filosofo Giulio Cesare Vanini, tenne a Milano nel 1908, fu un evento eccezionale che merita di essere rievocato.
Francesco Rubichi (Napoli 1851-Lecce 1918), già dotato di una profonda erudizione giuridica, storica, artistica, letteraria e filosofica, avvocato, scrittore e conferenziere di fama nazionale, fu deputato al Parlamento dal 1886 al 1890 nelle file della Sinistra storica. Laureatosi in Giurisprudenza all’Università di Napoli nel 1873, ottenne diversi successi nei più clamorosi processi a carattere nazionale che gli procurarono la stima e l’ammirazione degli esponenti più autorevoli del Foro italiano. Non fece mai sentire agli altri il peso della sua autorevole posizione; si connotò come un uomo semplice e amico della povertà, mordace e aggressivo verso la superbia e l’ignoranza presuntuosa. Francesco Rubichi è noto anche per le sue opere che esplorano la storia e la cultura di Terra d’Otranto. Tra i suoi lavori più conosciuti si ricordano “Memorie” e diversi articoli e saggi apparsi su vari periodici locali e nazionali. Rubichi ha anche scritto su temi legati alla toponomastica e alle identità territoriali.
Per domenica 15 novembre 1908, alle ore 16,30, l’Università Popolare di Milano aveva invitato l’insigne oratore leccese affinché tenesse una conferenza commemorativa sul filosofo martire Giulio Cesare Vanini di Taurisano (1585-1619); conferenza che si tenne nell’aula magna del Liceo Beccaria. Fu un evento straordinario sia per la folta presenza di intellettuali, uomini e donne, entusiasti sia per la grande enfasi evidenziata da quasi tutta la stampa italiana.





































































Un eccellente lavoro, scritto con un linguaggio scorrevole ed elegante, che ci riporta alla gloriosa Lecce di un tempo, quando era la regina del Foro del Mezzogiorno, quando era la capitale di Puglia della cultura con la C maiuscola, quando venivano universalmente riconosciuti il merito e il valori individuali. Grazie infinite all’autore.
La ringrazio infinitamente per il gratificante commento, che mi sollecita a proseguire nella ricerca.
Roberto Orlando