Breve storia dell’antisemitismo in Europa fra Alto e Basso Medioevo (Parte seconda)

di Paolo Vincenti

(continuazione)    

L’Imperatore Giustiniano dispose che si facesse leggere l’Antico Testamento, consentendo agli ebrei di utilizzare nelle loro sinagoghe la traduzione greca dei Settanta, ciò per sottrarli all’influenza negativa delle loro scritture, come la Mishnah, o più che altro alle interpretazioni errate o capziose date dai rabbini. Ciò che fece scatenare il clima di intolleranza nell’età di Giustiniano fu la slealtà degli ebrei nei confronti dell’Impero. Infatti gli ebrei fecero proselitismo presso il regno degli Himyariti (l’attuale Yemen), tanto che lo stesso re Du-Nuwas si convertì al giudaismo proprio quando i missionari cristiani portavano avanti la loro opera. Du-Nuwas mise l’embargo al commercio con Bisanzio e l’impero intervenne militarmente, menando grande strage e riducendo il paese sotto il controllo cristiano del vicino regno d’Etiopia nel 520 circa. Un’altra motivazione fu quella dell’intelligenza ebrea col nemico: quando i Persiani invasero l’Asia Minore, compresa la Palestina, infatti, gli ebrei si schierarono con loro mentre i cristiani scapparono abbandonando i territori. Con la caduta di Gerusalemme, nel 614, gli ebrei approfittarono dell’occasione per regolare vecchi conti in sospeso e si scagliarono contro i cristiani facendo prigionieri e molti morti.

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