28 novembre 1942: il tragico naufragio del “Nova Scotia” nel Canale di Mozambico, in cui morirono diversi leccesi

di Roberto Orlando


Il piroscafo “Nova Scotia”.

     Sono trascorsi 83 anni da quel drammatico giorno, purtroppo il tempo ha il potere di indebolire e, a lungo andare, di far dimenticare i ricordi. Ognuno di noi, preso dalle proprie attività quotidiane, ripone nei cassetti reconditi della memoria gli avvenimenti che lo hanno impressionato.

     Sono davvero numerosi coloro che ignorano i fatti accaduti nel passato che hanno coinvolto alcuni nostri connazionali nell’ultimo conflitto mondiale. E’ il caso del drammatico affondamento del piroscafo inglese Nova Scotia.

Il “Nova Scotia” era una nave passeggeri, costruita nel 1926 dalla Vickers Ltd nel cantiere di Barrow in Furness, lungo 124 metri e largo 17) che il Ministero della Guerra Inglese aveva adibito al trasporto e all’avvicendamento delle truppe della zona di operazioni in Africa Settentrionale e nel Medio Oriente. Percorreva la rotta che, partendo da Durban (Sudafrica) attraversava il canale di Mozambico, l’Oceano Indiano occidentale e, risalendo il Mar Rosso, giungeva fino a Port Tewfik (Suez, Egitto) e viceversa.

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4 risposte a 28 novembre 1942: il tragico naufragio del “Nova Scotia” nel Canale di Mozambico, in cui morirono diversi leccesi

  1. Bove Antonio scrive:

    Sono un pronipote di Paolo Sciacca tragicamente deceduto nell’affondamento del Nova Scotia. Ho letto con sommo interesse l’intervento di Roberto Orlando sull’argomento, anche per alcuni particolari che i miei non mi avevano raccontato. Vivi ringraziamenti, oltre all’autore, anche al responsabile del sito Iuncturae per i saggi storici che diffonde.

  2. Buongiorno, nel nostro sito: http://www.navenovascotia.it, dal quale sono state prelevate alcune foto del presente articolo, viene rappresentata la tragedia con documentazione e immagini e testimonianze dirette ed indirette.

  3. Luciano Basini scrive:

    Sono Luciano Basini Nato ad Asmara nel 1943, mio padre fu l’ultimo italiano a lasciare Cheren prima di arrendersi nel 27 Marzo 1941.
    Dopo nove mesi dell’entrata in guerra, avevamo già perso le colonie, abbandonati dalla madre patria, impegnata in altri fronti, per difendere il salvabile, io non ero ancora nato, ed eravamo sotto il comando alleati. I racconti di mio padre coincidono con l’affondamento della Nova Scotia, lui fu internato a Ras Tanura nell’Arabia Saudita a lavorare in una raffineria del petrolio.

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