di Renato De Capua

Francesco D’Andria
L’1 agosto il professor Francesco D’Andria ha presentato il suo nuovo libro, nel Chiostro degli Agostiniani di Lecce e nella rassegna “Agostiniani Libri” (in collaborazione con Diffondiamo Idee di valore e Liberrima).
L’archeologo è un cercatore di orme sul cammino della storia. Anche lì, dove oggi si stende una coltre scura di cemento, può celarsi un sapere stratificato e dormiente. Così, immobilità e attesa scandiscono un tempo che attende di divenire ancora nuova rivelazione e fonte di conoscenza. Spesso con un cappello in testa e nella mente tante mappe, indagini e letture, l’archeologo ricostruisce mosaici di civiltà dimenticate. Per aggiungere nuove tessere alla conoscenza delle origini, un concetto affascinante quanto misterioso, albero dalle fitte ramificazioni.
Con la sua nuova pubblicazione, «Le radici ca tieni» (EdiPuglia, 2025) l’accademico dei Lincei e archeologo Francesco D’Andria guida il lettore alla scoperta dei tesori archeologici di Puglia, invitandolo a leggere il territorio sotto una nuova luce. In una conversazione trasversale, moderata dalla giornalista Lara Gigante, D’Andria ha con Antonio Prete (critico letterario, poeta e traduttore), Luca Bandirali (critico cinematografico e ricercatore di UniSalento).





























































