di Rosaria Tarantino

Un viaggio ha sempre un punto di partenza da cui muovere i primi passi che, posti uno dopo l’altro, consentono di conoscere nuovi mondi. L’itinerario che Antonio Errico propone con il suo ultimo scritto Due camere e cucina, edito da Kurumuny, ci porta nel mondo della letteratura, di cui si sfiorano i nuclei di senso attraverso significativi incontri con autori ed opere. È un racconto metaletterario che prende avvio dall’epifania della letteratura nella vita, sviluppando poi una riflessione sulla letteratura del tempo che corre. Quando un uomo raccontò qualcosa ad un altro uomo, quando una donna raccontò qualcosa ad un bambino, da quella volta la letteratura non ha fatto altro che occuparsi dei suoi rapporti con la vita.
L’incursione della letteratura nella vita palesa il profondo intreccio tra scrittura, esistenza e tempo perché la letteratura dà voce all’essere edell’essere scandisce il fluire del tempo che, a sua volta, si impone sulla forma del racconto.
Ogni tempo ha le sue forme di racconto. Anzi, le forme di racconto molto spesso rappresentano quelle del tempo, ne sintetizzano i significati fondanti, ne evocano il corso, il fluire. Si esplicita così la questione che aleggia su tutto il racconto a partire dalla riflessione sulla narrazione orale, ormai contratta, irrigidita, raggrinzita, espressione della contemporaneità e di un tempo destrutturato che di conseguenza si esprime attraverso una narrazione destrutturata.




































































