Manco p’a capa 271. Genova è più di una città: è un simbolo!

di Ferdinando Boero


La partenza di una delle quattro imbarcazioni da Genova (Foto Music for peace).

Genova ha avuto un ruolo cruciale nella formazione del nostro Paese. Da Quarto (Genova) partirono i Mille il 5 maggio 1860, con i piroscafi Piemonte e Lombardo dell’armatore genovese Raffaele Rubattino, secondo un accordo politico e finanziario ben calibrato. Guidati dal nizzardo Giuseppe Garibaldi, di padre chiavarese, i Mille si ispiravano agli ideali repubblicani del genovese Giuseppe Mazzini. Genovesi anche Goffredo Mameli autore del testo dell’inno nazionale, e Michele Novaro, compositore della musica. La città, storica Repubblica marinara, vide coronarsi il sogno repubblicano col referendum del 2 giugno 1946, con la nascita della Repubblica Italiana.
Nell’Aprile 1945, durante l’insurrezione partigiana, Genova si libera da sola, e costringe i tedeschi a firmare l’atto di resa la sera del 25 aprile. Per questo riceverà la Medaglia d’Oro al Valor Militare. Il 30 giugno 1960 Genova insorge contro il ritorno del neofascismo. Quando il Movimento Sociale Italiano vuole tenere il suo sesto congresso a Genova, una provocazione per una città Medaglia d’Oro della Resistenza, la città reagisce. Il 30 giugno 1960 respinge la provocazione con scontri duri, barricate, migliaia in corteo. A chiedere una forte risposta al ritorno del fascismo parla in piazza Sandro Pertini, ligure, futuro Presidente della Repubblica. Il risultato? L’MSI cancella il congresso e le proteste si estendono in tutta Italia. Cade il governo Tambroni.

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