23 agosto 1889: la straordinaria accoglienza di Lecce al re d’Italia Umberto I di Savoia (Parte seconda)

di Rocco Orlando


Ritratto di Umberto I del 1890 di Arnaldo Tamburini (1853–1908).




(continuazione

     Il discorso del Grande Ufficiale avv. Gaetano Brunetti (1829-1900) fu brevissimo, non essendo durato che solo sedici minuti. Né potevano condensarsi tanti alti e peregrini concetti in un minor numero di parole. In tutti gli Augusti ed autorevoli Personaggi che udirono quelle stupende parole rimase il desiderio di ascoltare ancora la inspirata e sintetica parola del Presidente del Consiglio provinciale di Lecce. Se qualche corrispondente umoristico, non potendo, né sapendo scherzare con la solennità della commoventissima cerimonia, si divertì  a fare un po’ di spirito col discorso del Brunetti, ciò fece  pensatamente, sapendo che l’egregio uomo ne avrebbe riso per primo e che le nobili parole del medesimo pronunziate erano superiori ad ogni censura.

     Essendo state queste già pubblicate e largamente ammirate, ci dispensiamo dal riportarle, come avevamo stabilito, nel nostro giornale. Non possiamo poi fare a meno di riassumerle, notandone, per tale modo, le peregrine bellezze.

     Otto secoli si fanno innanzi -disse il Brunetti- a Vittorio Emanuele II.  Quel bronzo e quel piedistallo di granito sono appena il simbolo, od un ricordo di Lui, che ha immesso ed incrollabile piedistallo alla Storia.

     Niun popolo può paragonarsi all’Italia, quanto all’ideale della sua unità. Neppure la Germania, perocchè questa sia stata fondata col plebiscito delle armi, non con la forza dei plebisciti.

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