Manco p’a capa 275. Il divieto dei telefoni intelligenti a scuola è una bestialità

di Ferdinando Boero

A scuola ho studiato i logaritmi, la loro definizione e il modo per calcolarli. C’era un libretto con le tavole dei logaritmi, indispensabile per fare i calcoli. All’epoca c’erano i fustini di detersivo e una volta mia mamma torna a casa e dentro il fustino c’era una calcolatrice a batteria. Calcolava anche i logaritmi! Non mi risulta, avendo monitorato la carriera scolastica di mia figlia, che il calcolo dei logaritmi, con le tavole, sia ancora in voga. Quella calcolatrice oggi è sostituita dai cellulari intelligenti. Possono rispondere a quasi tutte le domande, e l’intelligenza artificiale è potentissima nel fornire risposte. La cosa più difficile, però, non è di dare risposte ma di fare domande, e di controllare se le risposte sono corrette o per lo meno plausibili. A scuola mi insegnarono la definizione di logaritmo, e come calcolarlo, ma non mi spiegarono a cosa servivano questi esercizi, e lo stesso per derivate e integrali. Studiare quelle cose era come imparare le poesie a memoria: Ei fu siccome immobile… con tutto quel che segue. Avevano ragione nel dirmi che un giorno avrei capito l’importanza di queste cose, ma me le hanno rese intollerabili, visto che non mi spiegavano perché sono importanti.

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