Se una domenica mattina quando è ancora presto, o una sera dopo l’imbrunire, te ne stai a guardare il frontone di una chiesa barocca che scintilla ai riflessi del sole oppure si trama di ombre leggere generate dalla combinazione dell’oscurità e dei lampioni, stai facendo qualcosa di inutile, che non ha un esito pratico rispetto al tuo presente, che forse non ne avrà nemmeno nel tuo tempo futuro.
Se in certi pomeriggi d’estate, in certe tarde sere d’autunno che annunciano il dio dell’inverno, ti rifugi in un angolo a leggere Tex Willer oppure un libro antico, magari il racconto di un desiderio di Itaca e della nostalgia di un eroe, stai facendo qualcosa di inutile. Però, chissà, se quando hai finito non ti accorgi che hai scoperto qualcosa che prima non sapevi. Chissà se poi non ti viene un pensiero che sia utile ai tuoi stessi pensieri.
[“Nuovo Quotidiano di Puglia”, giovedì 25 settembre 2025]




































































