Manco p’a capa 276. Siamo Europa non perché ci serve un esercito europeo, ma perché…

di Ferdinando Boero

Molti lamentano il fallimento dell’Europa, unita solo da una moneta unica e da direttive che ci opprimono. Non sono d’accordo. Un tempo, per unire l’Italia, i maschi facevano il servizio militare, spediti lontano da casa, per mescolare una popolazione provinciale e disomogenea. Persone poco più grandi di me ancora parlano dell’esperienza militare (la naja) come qualcosa di eccezionale. Ancora adesso vanno ai raduni dei corpi in cui hanno servito la patria. Io ero negli alpini. Aver fatto il militare nello stesso corpo affratellava.
Per fortuna quei tempi sono passati. Il Programma Erasmus offre a tutti gli studenti universitari, maschi e femmine, la possibilità di trascorrere mesi in altri paesi europei, vivendoci. I voli a basso costo fanno il resto. Da qualche anno, con i corsi di laurea magistrale in inglese, gli studenti stranieri vengono da noi. Tutti i giovani europei, persino i francesi, parlano in inglese, anche se il Regno Unito se n’è andato: proprio la lingua di chi si è staccato unisce così tanto l’Europa.

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