Claudia Ruggeri

di Augusto Benemeglio

1. Angeli terribili, poeti maledetti, capaci di incarnare il genio salentino di questi ultimi trent’anni, quel maledettismo salentino delle terre rosse, degli eden perduti, capaci di gettare nelle strade l’angoscia, l’inquietudine, la solitudine, l’esuberante creatività, lo stupore, la meraviglia, il furore autodistruttivo delle loro esistenze, un mazzo di coriandoli e di scintille sparse in una sera di carnevale, così tanto per illuminare la notte, salire in vetta a se stessi, per poi chinarsi giù a guardare l’effetto che fa. Sono dame e cavalieri che danzano coi loro invincibili sguardi visionari per occhi braccia e cuore   e si giocano tutto per un sorriso , per un po’ di vivacità, tutto in una sola partita, in un solo salto, in un solo volo , in un colpo solo di dadi, capaci con la  voracità delle loro  passioni indecifrabili e definitive di dare un calcio in culo a tutto, alla vita bastarda, ai sogni, ai miti, alla fabulazione, alla gloria, alla sete disperata d’amore, e di prendere a sassate quella scheggia infranta che è la propria infanzia, “persa su tutte le piste”, ma anche di irradiare fasci di energie così potenti e musicali che ci daranno luce e ombra e suoni ancora per chissà quanto tempo, come le stelle morte che noi per tempo immemorabile continuiamo a vedere brillare nel cielo e a sognare.

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