di Roberto Orlando

Ritratto di Antonio Panzera.
Con queste parole il deputato leccese Francesco Lo Re (1844-1903), ricordava il collega e amico Antonio Panzera, originario di Giuliano di Lecce, in occasione della sua morte, avvenuta nel capoluogo di Terra d’Otranto il 9 ottobre 1886: “Antonio Panzera era universalmente stimato, persino dai suoi più autorevoli avversari: della onestà sua, della integrità del suo carattere, nessuno osò mai dubitare. Osservatore profondo e sagace, non aveva la parola eloquente, ma ponderata, semplice e corretta. Soprattutto aveva ciò che manca, purtroppo, a molti: il coraggio della propria opinione. Nei pubblici consessi, come nelle riunioni private, egli diceva sempre nettamente ciò che la coscienza gli dettava: di questa rigidezza sua si accorava chi non aveva dimestichezza con lui. Spesso lasciava dire gli altri: egli ascoltava e taceva, addimostrandosi così benevolo. Anzi così reverente verso i suoi amici, da lasciare intendere che i loro giudizi teneva in maggior conto dei propri. C’era nella sua faccia, aperta come quella dei galantuomini, un’aria di bontà che ti rendeva migliore, soggiogando alla sua la tua volontà. Gli amici se ne avvedevano, perocché nulla facesse per sopire il loro spirito, e se ne mostravano contenti”.
Nella ricorrenza del bicentenario della nascita riteniamo doveroso ricordare, soprattutto ai giovani, questo pilastro della giustizia sociale e del senso di umanità con un breve profilo.
Antonio Panzera, uno dei personaggi più significativi, particolarmente distintisi nel corso del Risorgimento italiano, nacque A Giuliano di Lecce (in precedenza denominata Giuliano del Capo), una piccola frazione di Castrignano del Capo, il 25 febbraio 1825. Proveniente da una ricca famiglia di nobile lignaggio, si trasferì a Lecce per seguire gli studi presso il Collegio dei Gesuiti e poi a Napoli per seguire in quell’università gli studi di Giurisprudenza.
Conseguita la laurea a soli 21 anni, si sposò con la nobile leccese Giuseppa Cosma dei Conti Zurlo e si stabilì definitivamente a Lecce in un antico palazzo di via Giuseppe Palmieri, all’epoca una delle principali e animate strade della città.





























































