di Antonio Devicienti

È un buon luogo, questo, per ritrovarsi a conversare: il mare autunnale, lasciato finalmente solo, si dà in tutta la sua austera significanza ed è parca, commovente la sua bellezza priva dei facili trionfi dell’estate.
È l’Adriatico a distendersi davanti al borgo che rapidamente si svuota, che rapidamente si riempie di significanza: tempi di quando i Veneziani passavano in lontananza in rotta verso Creta, di quando gli Ottomani tentavano il varco verso Roma, di quando Virgilio agonizzante tornava dalla Grecia.
Adesso è Gaza a occupare i pensieri, pochi coraggiosi naviganti in rotta verso un popolo affamato e assetato.
«Buon vento vi sospinga»
«Abbiamo messo in conto minacce e rischi»
«Che cosa accadrà?»
«Un cerchio di speranza tracciato attorno all’insperabile».






























































