Taurisano, un paese e un giornale. Presenza Taurisanese 1983-2021

Nel quarantennio di «Presenza» Taurisano ha conosciuto fenomeni politici e sociali terribili. Ha attraversato continue crisi amministrative con tre gestioni commissariali nel volgere di pochi anni, collusioni politico-mafiose, crisi sociali con la diffusione della malavita organizzata, morti ammazzati, attentati dinamitardi e una lunga sequela di suicidi di giovani, che ancora oggi sono avvolti nel mistero. Fatti che gettarono per alcuni anni il paese nella paura, nell’incredulità e nell’angoscia. Stupisce come oggi a Taurisano non si abbia quasi ricordo di quanto è successo solo pochi anni fa. Di qui, allora, si può cogliere l’importanza di un giornale che si trovò nel mezzo della bufera e ne fu testimone. Di qui ancora la ragione di questo “libro”.

Il profilo autobiografico del suo direttore è essenziale e limitato, si snoda in tre percorsi esistenziali pubblici: politica, giornalismo, scuola. Anche qui si è voluto circoscrivere l’esposto ritenendo di secondario interesse il dato privato, più conforme ad agostiniane “confessioni” che ad asettiche note documentali, anche se è difficile, in certe e per certe situazioni, separare ogni forma di deterministico collegamento tra privato e pubblico. È dirimente, in casi simili, il diritto di altre persone di essere rispettate nella loro privacy.

La raccolta di trenta brevi profili biografici di personaggi in qualche modo legati a «Presenza Taurisanese» e soprattutto al suo inserto-cultura «Brogliaccio Salentino» costituisce l’area umana, l’ambientazione culturale di ciò che fa pensare ad una “costellazione”, un insieme di stelle non disperse nel cielo ma “raccolte” in qualcosa di vagamente unitario. Essi contengono essenziali notizie biografiche, lampi di quotidianità aneddotica, personalmente vissuti, dai quali traspare un fondo di affetto e di gratitudine per il ruolo, del tutto spontaneo, che ognuno di essi ha avuto nella vita del giornale. Sono tutti defunti e perciò pensati con sorrisa nostalgia; ma la “costellazione di Presenza” è assai più ampia e ne comprende molti altri che sono in vita e che meriterebbero un “saluto” particolare. Penso al contributo dato da Vittorio Zacchino, persona a me particolarmente vicina dall’inizio alla fine del giornale, con 74 interventi, il primo sul numero di aprile 1983, l’ultimo sul numero di aprile 2021. Nessun altro è stato come lui più affezionato al giornale. Penso anche a tanti altri, che, con pochi o molti interventi, sono entrati nella “costellazione”: Quintino Scozzi, Donato Moro, Antonio Stanca, Alessandro Laporta, Mario Cazzato, Luigi Marrella, Fabio D’Astore, Gino Giovanni Chirizzi, Elio Marra, Federico Natali e molti altri ancora. Tutti comunque a brillare della loro sola luce, liberi e propri a sé stessi. Mi sento onorato e compiaciuto della loro simpatia schietta e disinteressata. Quando alcuni non condividevano qualcosa me lo dicevano apertamente ed io li ringraziavo per l’attenzione dedicatami. Allo stesso modo altri, condividendo le mie idee, me lo dicevano complimentandosi. Sento più il dovere di dire che Raffaele Colapietra teneva a precisare che lui collaborava solo per i contenuti culturali, non già per quelli politici, nei confronti dei quali esprimeva vivo dissenso, che citare qualcuno che mi telefonava per compiacersi di quanto avevo scritto. 

«Presenza Taurisanese» è stata, nell’ambito della stampa locale, un’esperienza come poche, non tanto per la durata, pur considerevole, quanto per la capacità di uscire col suo «Brogliaccio Salentino» dal ristretto ambito locale senza perdere i suoi caratteri originari. E ciò grazie ai suoi collaboratori, a partire da quelli di Taurisano per finire a quelli della provincia, della regione, della nazione e perfino ad alcuni stranieri, che occasionalmente o durevolmente hanno lasciato la loro luminosa impronta.

[Nota introduttiva a Taurisano, un paese e un giornale. Presenza Taurisanese 1983-2021, Giorgiani Editore, Castiglione (Le) 2025, pp. 13-15]

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