Manco p’a capa 279. Anche gli economisti lo hanno capito…

di Ferdinando Boero

Il Premio Nobel per l’economia è stato assegnato agli economisti Joel Mokyr, Philippe Aghion e Peter Howitt. Ho letto le motivazioni del premio e diversi articoli che le commentano. Mokyr è stato premiato per aver identificato i prerequisiti della crescita sostenuta attraverso il progresso tecnologico. Mentre Aghion e Howitt hanno vinto per aver formulato una teoria di crescita sostenuta attraverso la distruzione creativa. Messe assieme, le idee dei tre vincitori suggeriscono che la crescita economica avvenga attraverso l’invenzione di nuove tecnologie che si affermano distruggendo, creativamente, le vecchie tecnologie che esse stesse hanno reso obsolete.
Nel 2012 ho pubblicato un libro intitolato: Economia senza natura. La grande truffa. Il mio assunto è semplicissimo: la crescita economica auspicata dagli economisti mainstream ha un costo derivante dalla distruzione del capitale naturale. Se questo costo viene considerato un’esternalità negativa, non contabilizzata nelle analisi costi-benefici, allora l’economia mostra i benefici ma nasconde i costi e, così facendo, si rivela una truffa. Perché, alla fine, i costi superano i benefici. Senza il capitale naturale, il capitale economico è di ben poca cosa: non possiamo mangiare e respirare i soldi.

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