L’Europa e la tela di Penelope

di Pietro Giannini

Tutti conoscono il mito di Penelope. La moglie di Ulisse, nell’attesa del ritorno del marito, inganna i pretendenti con la promessa di scegliere il nuovo sposo dopo avere terminato di tessere una tela; tela che lei tesse di giorno ma disfa di notte.

È quello che sta accadendo negli ultimi mesi tra l’Europa e gli Stati Uniti. Il Presidente Trump prepara soluzioni per il conflitto in Ucraina, soluzioni che l’Europa puntualmente distrugge. La tecnica è sempre la stessa: l’Europa non si oppone esplicitamente alla soluzione, ma lavora sotto traccia per renderla impossibile. Dapprima con pronunciamenti collettivi che negano di fatto la soluzione, poi correndo a Washington per convincere Trump dell’opportunità di adottare altre misure. E Trump si lascia convincere. Salvo poi a ritornare sulle sue decisioni e proporre una nuova soluzione. E di nuovo l’Europa ritorna all’attacco con la sua tecnica. È accaduto dopo l’incontro di Ferragosto tra Trump e Putin, è accaduto dopo la telefonata di ottobre tra i due. E in entrambi i casi pars magna della dinamica dei fatti è stato il Presidente Zelensky, che è presente in posizione rilevante nelle riunioni dei consessi europei, come appare dalla foto ufficiale del recente summit della NATO a Londra.

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