di Mirko Grasso

Queste pagine costruiscono un percorso di conoscenza culturale e dell’azione sociale condotta nel Sud Italia per tutto il Novecento e per il primo ventennio del nostro secolo e sviluppano a pieno una tesi cara a Goffredo Fofi, coerente con la sua esperienza biografica e con il suo magistero morale: la cultura nazionale, cioè, ha nei momenti più alti e in una miriade di espressioni meno note, ma ugualmente di grande valore, una forte matrice meridionalista e di tenace ancoramento nel Sud. È questo assunto che innerva e tiene insieme l’ampio percorso di lettura che le singole schede esprimono.
Ordinate e raccolte in questo percorso narrativo in parte già impostato da Fofi, pur di lunghezza e livello analitico eterogeneo, queste pagine compongono un complesso e quanto mai articolato affresco meridionale, e al contempo nazionale, al cui interno si potranno trovare le coordinate giuste per un ripensamento della nostra storia più recente, anche per il superamento di antichi stereotipi e ancor vivi e superficiali pregiudizi contro i quali l’Autore ha sempre combattuto. Si potranno quindi leggere le sue riflessioni sulle opere di grandi scrittori e scrittrici legati per ragioni diverse al Sud, qui si ricordino i soli nomi di Carlo Levi, Pier Paolo Pasolini e Anna Maria Ortese perché particolarmente cari a Fofi, di storici e meridionalisti quali Manlio Rossi-Doria e Gaetano Salvemini, di educatori come Danilo Dolci e Angela Zucconi, e una carrellata di attori, fotografi, registi cinematografici e di teatro, giornalisti, cantanti, economisti e studiosi (senza tralasciare alcune interessanti iniziative di mobilitazione culturale e sociale) che hanno come centrale nelle proprie esperienze il Sud Italia e ne rappresentano i tratti.





























































