“Poteri occulti” di Luigi De Magistris

di Antonio Mellone

Poteri occulti, certo, ma solo per chi non legge, ovvero per chi legge perlopiù i bollettini padronali (sottoscrivendone persino l’abbonamento), non si pone domande, non studia, non nutre dubbi, non s’azzarda a proferir critiche a chi sta in alto ma eventualmente solo a chi sta in basso o al più allo stesso livello, non riesce ad articolare un pensiero che non sia quello unico e manicheo del dualismo dei tifosi all’ultimo stadio, e dunque sei un antisemita se parli di genocidio e terrorista se scendi in piazza per dire stop alle armi: stiamo parlando di chi, oltre a dar retta a chi scrive utilizzando il normografo e ai navigatori sotterranei conto terzi, usa nutrirsi di programmi televisivi, reality e pagine social che hanno la medesima funzione del detersivo in lavatrice, solo che stavolta il capo da lavare è il proprio encefalo.

Al contrario sono Poteri Palesi, evidenti e manifesti per chi approfondisce i temi, diversifica le fondi d’informazione, dibatte di fatti senza partiti presi, legge i resoconti del giornalismo di inchiesta e soprattutto li comprende (evitando di sbavare dietro ai soliti mezzibusti che al solo sentirli ti vien da pensare: “Ma se questi sono giornalisti, Assange cos’è esattamente?”). E sono ancora evidenti, oserei dire ovvi, questi poteri, anche per chi s’immerge nella lettura dell’agile libro di Luigi De Magistris intitolato antifrasticamente infatti “Poteri occulti” (Fazi Editore, Roma, 2024, 160 pagine).

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