Manco p’a capa 282. Come usare l’IA per smascherare la propaganda

di Ferdinando Boero

A Prima Pagina (Rai Radio 3), il 9 novembre, Daniele Manca, vicedirettore del Corriere della Sera, legge un articolo di Federico Fubini, sul Corriere: “l’esercito russo ha perso 80.000 uomini in nove mesi e … il Cremlino starebbe accettando 400 mila perdite circa per ogni 1% di territorio ucraino che riesce a conquistare. E spesso le città che prende sono così devastate dalla stessa avanzata russa che avrebbero bisogno di centinaia di miliardi di dollari per la ricostruzione”. La notizia mi rincuora, e scrivo alla redazione: “Interessante… da una parte ci dicono che ci dobbiamo armare perché i russi ci invaderanno, dall’altra ci dicono che non hanno uomini neppure per piccole avanzate in Ucraina”. La redazione mi propone di dirlo direttamente a Manca. Glielo dico, in diretta, e rimarco anche il ridimensionamento del Green Deal e il lancio del progetto Rearm Europe, per fronteggiare la minaccia russa, e ravviso una logica contraddittoria: la Russia non ha gli occhi per piangere, ma ci dobbiamo riarmare perché sta per invaderci. Manca risponde che il piano non si chiama Rearm ma si chiama Safe (sicuro), e che la Russia non è la sola minaccia, ce ne sono altre: gli USA hanno smesso di difenderci e quindi dobbiamo badare a noi stessi. Non posso ribattere perché riattacca il telefono. Avrei voluto rispondere che Von Der Leyen chiamò il piano Rearm Europe, quando parlava di turbocharge i nostri sistemi militari. Poi lo ha rinominato Readiness 2030, aumentando le percentuali di PIL destinate al riarmo. Safe se lo è inventato lui. Avrei anche voluto chiedere: difenderci da chi, se non dalla Russia? Dai suoi farfugliamenti nel rispondere ad un altro ascoltatore a fine trasmissione, si capisce che il nemico è ovviamente la Russia: il serpente si morde la coda. E anche Manca.

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