Caos nella diocesi di Ugento agli inizi del ‘900: un vescovo calunniato e un prete umiliato. Il caso mons. Luigi Pugliese – don Giuseppe Coppola

di Roberto Orlando


Ugento, palazzo del seminario.

     I protagonisti. Giuseppe Coppola era noto per la sua indole renitente e intransigente. Criticò, in diverse occasioni, servendosi anche della stampa, come del resto fecero altri sacerdoti e laici della diocesi ugentina, l’operato del vescovo Luigi Pugliese; denunciò gli scandali in cui furono coinvolti diversi sacerdoti e i conseguenti processi canonici farsa; l’arbitrario e sciagurato uso delle rendite vescovili; la pessima gestione e la decadenza del Seminario diocesano. Il Coppola apparteneva ad una famiglia agiata di Gagliano del Capo, che ha dato abati, arcipreti e sacerdoti. Fu parroco di Taurisano dal 1882 al 1886, confessore nominato, con la dispensa dell’esame, dal vescovo Vincenzo Brancia (1818-1896), vescovo di Ugento dal 1890 al1896, delegato della cura di Caprarica del Capo dallo stesso vescovo Luigi Pugliese, nomina che però non accettò (per la qual cosa gli furono tolte la confessione e la predicazione), cappellano delle suore di Carità di Gagliano del Capo.

     Luigi Giovanni Pugliese (Cerignola 1850-Ugento 1923), ordinato sacerdote nel 1874, insegnò nel seminario di Ascoli Satriano (Foggia). Mansionario coadiutore nelle parrocchie dell’Addolorata e del Carmine, diede vita con altri alla Congregazione Sacerdotale del SS. Crocifisso. Parroco della chiesa del Carmine di Cerignola dal 1890 al 1895, vi istituì le Dame di Carità. Nel 1892 fondò l’Opera Pia “Anna Rossi” e potenziò l’Opera San Vincenzo, dotando la Casa delle suore di quest’Ordine di un poliambulatorio, che fu il primo passo verso l’istituzione dell’Opera Pia “Tommaso Russo”, futuro ospedale civile cittadino. Canonico penitenziere della Cattedrale dal marzo 1895, il 30 giugno successivo papa Leone XIII (1878-1903) lo nominò vescovo di S. Marco Argentano e Bisignano (Cosenza), da cui poi, con Regio Decreto del 22 giugno 1896, venne trasferito alla Diocesi d’Ugento. Pugliese non celebrò nessun sinodo diocesano, ma compì visite pastorali che promossero, in un periodo in cui imperava il Modernismo Cattolico, l’ammodernamento dell’attività pastorale; curò la devozione mariana, organizzando pellegrinaggi diocesani al santuario di S. Maria di Leuca. Riposa nella cattedrale della città messapica. Il suo episcopato venne duramente criticato da una parte del clero diocesano e dei fedeli, come si vedrà.

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