Un addio

di Antonio Prete


Ermanno Krumm (1942-2005).

                                     per  Ermanno Krumm

Affonda nel silenzio la vela della parola,

s’allarga il vuoto tra le sillabe,

è il tuo congedo da uomini e animali,

un passo, e sei oltre la foresta di betulle,

con il poeta che recita Petrarca 

ai compagni d’esilio,

e sei anche qui, camminiamo senza meta

lungo il Mulino delle Armi,

la luce di fine aprile alle finestre,

le parole navigano sul rumore della città,

poi siamo sul sentiero di malve e bacche rosse

che a Ginestreto svolta dietro ai tigli,

di là dalla foschia si apre il profilo

dell’Amiata, una linea nerazzurra

che chiude l’orizzonte,

o siamo a Londra, quella volta che di notte

ad alta voce su un tram

nella lingua infilavamo

frammenti di altre lingue,

non posso credere che te ne vai ora

in solitudine nel punto blu della galassia,

fatto respiro di nulla,

petalo di sillaba nera

nell’alfabeto infinito del mondo

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