Un intreccio di vite vissute, fiabe, narrazioni, suggestioni e archetipi sulla femminilità come differenza e sulla violenza di genere come esito culturale di un patriarcato, tanto persistente quanto aggressivo e devastante, come gli stereotipi che lo alimentano.
Il reading aggrega le testimonianze, le sonorità, i momenti e i canti dello spettacolo Amor Mortis alla straordinaria intuizione della “donna selvaggia” di Clarissa Pinkola Estés, archetipo psicologico e allegoria della potenza intuitiva e della forza psichica delle donne, non più “addomesticate” dallo stereotipo e dal pregiudizio socio-antropologico, che le vuole compiacenti e sottomesse, ma capaci di esporsi con determinazione al cambiamento e alla liberazione, sfidando Barbablù, “predatore psichico”, meccanismo interiore di dominio e sofferenza.
La serata non mancherà di suscitare attenzione ed empatia, non solo per i contenuti specifici scandagliati con i modi e le visioni della lettura teatrale, ma per la scelta di mettere insieme due analoghi e convergenti approcci conoscitivi al tema del dolore delle donne: quello della suggestione teatrale, del mito, delle testimonianze e delle emozioni attraverso le sonorità salentine, e quello della ricerca etnologica e della tecnica psicanalitica, del contrasto razionale e relazionale, attraverso il recupero della forza perduta e della dimensione istintuale e creativa che connette l’esperienza femminile all’intero mondo vivente e alla natura.
Barbara Castrignanò ha conosciuto il teatro di sperimentazione a diciotto anni ed è vissuta in simbiosi con esso per oltre dieci anni, manifestando un’inclinazione autentica e una vocazione intensa all’uso del corpo e della voce, come sintesi espressiva personale e creativa.
Dal 2003 al 2014 ha prodotto, con il Gruppo Teatrale di Sperimentazione, ben dieci spettacoli, tutti preceduti da un intenso e creativo lavoro di training, ispirato agli insegnamenti del teatro povero di Jerzy Grotowski e del teatro antropologico di Eugenio Barba. Un lavoro quotidiano di impegno, di sacrificio e di passione, portato avanti con i suoi compagni di scena e di ricerca.
Poi la vita l’ha distolta dal teatro… per un po’, ma non per sempre. Solo per altri dieci anni… Oggi Barbara è tornata al teatro, certo non occasionalmente, ma richiamata dalla memoria del corpo e dalla persistenza dei ricordi e delle emozioni. Richiamata dal teatro, come ben sanno, da sempre, gli attori e le attrici che se ne allontanano.
L’ultimo spettacolo a cui Barbara Castrignanò ha partecipato è stato Amor Mortis. E da lì, oggi, riparte, ma per fare cose nuove, per dire il non detto, per scoprire e riscoprirsi, per attingere a nuove fonti, per costruire nuovi orizzonti, di visione e di liberazione. Per “correre coi lupi”. Come sempre ha saputo fare e ha fatto.
Sarà un 25 novembre irripetibile. Una serata indimenticabile da dedicare alla liberazione delle donne dal dolore e dalla paura.
Vi aspettiamo. Non mancate.
[“Il pensiero meridiano” del 24 novembre 2025]





























































