di Antonio Prete

Fotografía di David Shankbone, New York.
La voce del sax fa capriole nell’aria. Un ragazzo suona, di là dall’aiuola. Sulle panchine di ferro, nel sole, donne scartano sandwich dai sacchetti. Sopra il suono del sax la voce dell’amica racconta, mentre il vento marino le sbandiera il foulard sul beige dell’impermeabile.
Laggiù la fossa dell’immane disastro, la voragine dell’assenza : la limpidezza del cielo non distrae dall’orrore. Che entra nella voce del sax, e balza sopra le aiuole, sopra le panchine, con un dolore nel suono, e nell’aria.
Le note corrono tra gli alberi inseguendosi, poi si spengono lungo il cammino. Volti, intorno, presto ripresi dalla sparizione. Passanti.
“La luce d’aprile a New York riveste di seta la pelle del giorno”: dove avevo letto questa frase?





























































