Stefano Rizzelli, il cannibale dei fatti umani

di Raffaele Gemma

A ridosso della giornata sulla violenza sulle donne e a quindici mesi da “Terra Promessa” tenuta a Galatina (Le) nel Quartiere Fieristico nell’ambito del “Festival dell’aria consapevole”, Stefano Rizzelli è tornato ad utilizzare il mezzo artistico, muovendosi tra performance art, environment e arte comportamentale negli spazi del Lanificio di Roma. Lo ha fatto con “IL CORPO DEL REATO”, che vede ancora la partecipazione di Sally Blu (Samanta Condò). La presenza di quest’ultima ed il titolo da un lato suggeriscono che si tratta di una performance di body-art, dall’altro svelano quello che è un confronto tra “corpi” sulla scena del crimine, corpi reali e corpi virtuali. I corpi nudi sono espressione per l’artista di spoliazione delle sovrastrutture ideologiche per “mettere a nudo” la propria ideologia in maniera estremamente sincera. Con questo evento-performance, una vera e propria installazione ambientale immersiva, Rizzelli cerca di far breccia nella coscienza collettiva, affrontando un argomento di estrema attualità, quello del femminicidio. Il pubblico-fruitore è chiamato così a compiere un percorso sulla scena ricostruita del delitto, meglio dire dei delitti, visto che di femminicidi tra 2024 e 2025 si contano ben 183, con 1098 litri di sangue versati, com’è lo stesso Rizzelli a citare su uno dei suoi tipici cartelloni (senza contare che ad ogni minuto trascorso il numero è sicuramente già aumentato).

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