di Antonio Devicienti

Il cielo a gennaio è veramente, come scrive Bodini, quello dell’«inverno assediatore», trasparente e tagliente.
Certo due mari raddoppiano la forza di una luce che, invernale, ha la purezza di un elemento liberato da scorie e cascami.
È per questo che l’azzurro inarcato sui paesi salentini in gennaio è percorso da un vento affilato e ascetico.
Che «piano si staccano / i tocchi / da un orologio e nuotano / fra pioggia, vento e vetri di finestre» è anche vero perché quando arriva la pioggia di gennaio costringe l’azzurro nelle pagine di un libro aperto sullo scrittoio, illuminato da una lampada, accanto un tagliacarte pronto per le restanti pagine del libro ancora intonse.





























































