di Antonio Devicienti

Ma l’azzurro s’addensa anche nel non visibile: nel lapislazzuli di un vaso poggiato nell’angolo dello studio a Palazzo Comi, sulla copertina di un album per disegni riposto nel cassetto di un secrétaire del XIX secolo, tra le tramature di un tappeto sotto il tavolo da pranzo, sulle piastrelle della cucina economica.
Paese pressoché liminare, Lucugnano preannuncia il Capo di Leuca, bianco nel suo stesso nome, ma digradante nell’azzurro dei mari mescolati – mentre il Lucus Jani alludendo al dio bifronte dice della porta e del viaggio, dell’andare e della soglia.




































































