di Rocco Orlando

“La cucina italiana entra a pieno titolo tra i patrimoni immateriali dell’umanità, confermando che il cibo non è solo nutrimento, ma anche cultura, storia e futuro”. Questo riconoscimento si aggiunge a quello del 2010 che riguardava la “dieta Mediterranea” (riconoscimento condiviso con Cipro, Croazia, Grecia, Marocco, Portogallo, Spagna). Ma si aggiunge anche al riconoscimento di “Le colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene” del 2019, al riconoscimento di “Arte tradizionale del Pizzaiuolo napoletano” del 2017, al riconoscimento di “La vite ad alberello dello zibibbo di Pantelleria” del 2014, la transumanza del 2019, la “Cerca e cavatura del tartufo in Italia” del 2021. Riconoscimenti che completano la cucina e la tavola italiana.
Il riconoscimento odierno celebra le capacità dell’Italia di trasformare la tavola in un luogo di incontro, dialogo, condivisione universale.
La decisione per il riconoscimento all’Italia è stata presa all’unanimità dal Comitato Intergovernativo dell’UNESCO, riunitosi a New Delhi, con la motivazione che “la cucina italiana rappresenta una miscela culturale e sociale di tradizioni culinarie.




































































