di Antonio Devicienti

E l’azzurro era anche nel solfato di rame irrorato sulle viti per combattere la peronospora; quelle variazioni e sfumature tra verde, verde cupo, verde chiaro e azzurro che, prima volatile, si fissava poi sulle foglie, rendevano visibile un lavoro che paziente attendeva la maturazione e la raccolta, passava per potature e legature dei tralci.
Le grandi vasche cilindriche di pietra sul margine dei vigneti erano colme dell’acqua azzurrata, colorata contemporaneamente di solfato di rame e di cielo: le pompe a spalla posate ai piedi delle vasche, i vignaioli a riposo dopo aver irrorato le piante, appena cominciata l’attesa della maturazione dei grappoli e del raccolto.




































































