di Roberto Orlando

Gerusalemme 1920, Herbert Samuel, in abiti civili, primo alto commissario britannico per la Palestina, in compagnia del generale Allemby.
L’11 dicembre 1917, nel pieno corso della Grande Guerra, le forze dell’Intesa, tra cui il Regio Esercito italiano, le truppe francesi e britannicche, al comando del generale inglese Edmund Allenby (1861-1936), con al suo fianco i comandanti dei contingenti francesi e italiani, il colonnello Philpin De Piépape e il tenente colonnello dei bersaglieri Francesco D’Agostino, sconfissero l’esercito turco nella decisiva battaglia di Gerusalemme e liberarono così la Città Santa e la Palestina da una dura dominazione ottomana che perdurava dal 1516.
Il generale inglese, per rispetto della Città Santa, il 22 dicembre fece il suo ingresso in Gerusalemme a piedi, entrando dalla porta di Giaffa, uno dei sette varchi nelle mura della città fatte erigere da Solimano il Magnifico (1494-1566) e fu accolto con tripudio da ebrei e cristiani cattolici, ortodossi e protestanti. La conquista di Gerusalemme costituiva l’atto finale di una serie di battaglie che l’esercito britannico dislocato in Egitto stava conducendo in Palestina contro l’Impero ottomano alleato di quello tedesco.




































































