di Claudia Presicce

C’era una volta la naja. Se la ricorda oggi solo chi ha almeno qualche capello bianco. Nell’Italia del 2025 da oltre 20anni non c’è più il servizio militare obbligatorio: un anno strappato alla giovinezza per andare a vestirsi da soldato e a vivere da soldato tra tanti altri ragazzi italiani, come te senza nessuna attitudine e nessuna colpa. Controvoglia, tranne in casi davvero particolari. E quei “casi particolari”, dall’arrivo della legge n. 226 del 23 agosto 2004, sono diventati militari che liberamente scelgono di arruolarsi per lavorare nell’esercito. Ma oggi in Italia si riparla di “leva obbligatoria”. Lo ha fatto esplicitamente la Lega. E pure, in una ribalta da Risiko, si va diffondendo l’idea della necessità del riarmo e dei soldati, mentre nel mondo intorno si parla già di guerre per la pace. Paradossi si sarebbe detto con convinzione solo fino a qualche anno fa…
Scava tra le pieghe dell’esperienza militare, seguendo pagine del diario della vita di una caserma popolata da ragazzi sprovveduti mandati a diventare soldati in pochi mesi, il libro del giornalista scrittore Fernando D’Aprile 59 all’alba (Manni; 80 pagine; 15 euro). Verrà presentato oggi in anteprima ad Alezio alle 18, presso El Barrio Verde, in via Marianna Albina 78: con D’Aprile dialogherà Aldo Magagnino, mentre Gabriele Macrì leggerà alcune pagine del testo.




































































