di Gianluca Virgilio

La serietà di uno studioso nell’approccio critico all’oggetto dei suoi studi si riconosce dalla coerenza degli interventi, cioè dall’intima connessione delle varie parti di cui è fatta la sua opera. Così, tenendo presente questo postulato, ho letto l’ultimo libro di Antonio Lucio Giannone, Nelle pieghe del Novecento. Studi sulla letteratura italiana contemporanea, Milella, Lecce 2025, nel quale l’autore raccoglie nove studi su altrettanti autori della letteratura italiana contemporanea, otto dei quali già apparsi in varie riviste e sedi accademiche ed uno inedito. È la produzione degli «ultimi tre-quattro anni, con l’eccezione di uno [studio] apparso nel 2006». Ci troviamo di fronte, dunque, alle prove della piena maturità del critico leccese, con le quali egli conferma e consolida il proprio metodo critico.
La ricerca di Giannone è innanzitutto fondata sulla «consultazione degli archivi letterari, delle carte d’autore e sullo spoglio dei periodici…» (p. 9). Tutti gli studi qui presentati partono da questa ineludibile prima fase di lavoro: l’individuazione dei documenti utili alla ricostruzione di una determinata vicenda. Una volta individuati, tali documenti vengono descritti e contestualizzati, perché il lettore abbia chiaro il milieu artistico-culturale in cui sono nati. Il metodo di Giannone, che potremmo definire analitico, è garanzia di “scientificità” della ricerca, poiché esso offre un quadro oggettivo e una rappresentazione veridica dell’opera e dello scrittore studiati.




































































