A Finibusterrae come a Montmartre: nelle pieghe del Novecento con Antonio Lucio Giannone

di Vincenzo Maruccio

Non solo Roma, Firenze, Milano, Parigi. Ci sono anche il Salento e la Puglia nelle “pieghe del Novecento”. Negli interstizi dove sboccia la vita, negli angoli dove irrompe la poesia, nelle strade dove si fa largo l’arte. Un pugno di letterati a cui non basta il dorato isolamento del Tacco d’Italia: approdano nelle capitali della letteratura, prendono casa e incrociano le icone culturali del secolo che tutto ha cambiato. Qualcun altro resta nel luogo d’origine, ma il rapporto con l’esterno si alimenta per altre vie: corrispondenze, scambi, incontri. La connessione con gli altri mondi è definitiva, indietro non si torna. Antonio Lucio Giannone, professore onorario all’Università del Salento dove ha insegnato prima Storia della critica letteraria e poi Letteratura italiana contemporanea, apre le porte di questo mondo, lo sonda con lo scandaglio di chi ne conosce le trappole e rischiara gli antri meno noti delle vite degli autori che hanno accompagnato la nostra formazione mettendo radici nell’immaginario collettivo di chi è cresciuto nel culto del cosiddetto Secolo Breve. “Nelle pieghe del Novecento. Studi sulla letteratura italiana contemporanea” (Milella editore) è il titolo del suo ultimo libro di una lunga serie che segue il filo rosso di un’indagine conoscitiva per restituirci chiavi interpretative della vita e della storia ben oltre l’orizzonte specialistico.

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