L’ultima raccolta poetica di Vito Davoli

di Ettore Catalano

Tanto vale chiamarle apocalissi. Esercizi di realismo terminale, così si intitola l’ultima raccolta poetica di Vito Davoli, appena uscita da TABULA FATI. Vito Davoli , poeta, saggista, critico letterario e traduttore, ha curato con Marco Cinque le antologie SignorNò! (contro l’uso delle armi, 2022) e Il buio della ragione (contro la tortura, 2024). Fondatore dell’APS Verso Levante, proprietaria della testata letteraria La calce & il dado, dirige per Tabula fati la collana di poesia Polveri. Il suo ultimo lavoro è Carne e sangue, Tabula fati 2022, giunto alla sua quarta ristampa. Devo confessare la mia ritrosia ad accettare etichette di poetica, preferisco leggere versi, libero da ipoteche che potrebbero anche rivelarsi trappole per un poeta. Diverso il caso, accennato dal riconosciuto Fondatore del Realismo Terminale, Guido Oldani, che preferisce parlare piuttosto di una officina nel senso pasoliniano del termine. E Gianni Antonio Palumbo, nella sua acuta postfazione alla raccolta di Vito Davoli,  sottolinea il dialogo sicuro che Davoli intreccia con la concezione del mondo del movimento di Oldani, sottolineando alcuni passaggi importanti, pilastri della scrittura poetica di Davoli in questa bella e avvincente raccolta, quali il processo di reificazione cui l’umanità va incontro, la similitudine rovesciata e la percezione di asfissia in cui si pretende di porre sotto imballaggio il senso estremo della libertà e quel senso critico che, una volta, reggeva le sorti della nostra cultura europea, oggi in assoluto e degradante sfacelo, attraversata da insensati venti di guerra e da poteri contro cui non si vede come lottare. 

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