di Antonio Devicienti

In casa del poeta Ercole Ugo D’Andrea nel cassetto della scrivania una stecca di ceralacca color carminio attende ancora la fiamma che la sciolga a sigillare una busta da lettera per qualche amico del lontanissimo Settentrione.
Il limone accanto al muro di cinta, la fruttiera sul tavolo da cucina, il rosario della madre raccolto nella scatolina d’argento e d’avorio sono la conta di giorni nobili nel loro silenzio, nel carminio della mente che li scrive.




































































