di Claudia Presicce

Si può rivelare un luogo attraverso le sue vibrazioni? La rifrazione della luce agita diversamente una guglia ritagliata nella pietra morbida o un’onda assetata di Est, oppure la danza del vento in un paesaggio in cui rimbalzano antichi impeti sonori. Peculiarità intrinseche, spesso immateriali, provocano la suggestione caratterizzante che racconta un territorio molto più di una canonica cronaca. Nei fatti il linguaggio delle emozioni affioranti in un ambiente restituisce dettagli dell’anima profonda di uno spazio. Ma solo quando (e se) si riesce davvero a raccontarlo. Quella sostanza latente che va oltre la forma fisica, l’aura incorporea che ne disegna il profilo e le sensazioni rarefatte provocate dai gesti della gente con la sua storia, le sue radici, hanno bisogno di icone per diventare narrazione. Seguendo quest’idea arriva in libreria in questi giorni la strenna di Congedo Editore che apre una nuova collana, definita proprio “Vibes” cioè “vibrazioni”. Il primo volume è Tricase Vibes (Congedo Publishing; 288 pagine; 29,95 euro), una raccolta emozionale immaginifica che punta a dimenticare il racconto didascalico in questa porzione di Salento (per ora) per infilarsi nei gangli vitali più genuini, archetipali, moderni e antichi, e in continua mutazione. Disegni di presente incorniciano pagine di ieri: dal liutaio al ceramista, dalla taverna ai cinque castelli, dalla quercia dei tempi di Federico II che riparò i suoi cento cavalieri all’ingegno dei demiurghi della ceramica e del lito-cemento, dalle luci della festa che fanno brillare la notte fino ai mille blu di un mare ribelle.
“Forse proprio una contraddizione in termini pretendere di “fermare” nelle pagine di un libro ciò che si muove, che cambia, che vibra – spiegano Fiorella e Maria Elena Congedo che firmano l’opera – eppure, qui si è optato proprio per questo. Si è deciso di procedere per balzi, per istantanee, per momenti. Per dettagli e per vedute a volo d’uccello, per provocazioni e per ortodossie, per colori e per bianchi e neri, per albe e per tramonti, per suoni e per silenzi”.




































































