Inchiostri 175. Variazioni sul carminio (4)

di Antonio Devicienti

Una città di pietra friabilissima e come spinta in superficie fuori dall’atelier sotterraneo di architetti in preda a elegantissimi deliri.

Un labirinto di corti chiese e palazzi sognato da mezzosoprani con la passione per il ricamo.

Una profusione di fiori e putti disegnata da poeti disoccupati e sfaccendati.

Una collezione di modanature e aggetti a simulare mondi.

Un teatro teatro di sé stesso concepito da registi e macchinisti e costumisti votati ad abolire il tempo.

Un disegno in inchiostro color carminio su pergamene di tufo ancora intriso di mare.

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