Il sepolcro di Federico Lavellongo e la lapide di Giustina Barison nella Basilica del Santo a Padova

di Rocco Orlando


Stefano da Ferrara e scultore inglese, tomba di Federico  Lavellongo. Padova, Basilica del Santo, andito che porta dalla Basilica al Chiostro della Magnolia.

     La tomba di Federico Lavellongo, con la suggestiva rappresentazione giacente del defunto, si trova in un angolo silenzioso e carico di storia: l’andito che dalla Basilica del Santo conduce al chiostro della Magnolia. La parte scultorea del monumento è attribuita a un componente della famiglia veneziana De Santi, ma è la lunetta affrescata a dare un tocco di spiritualità e mistero. Su di essa si riconoscono s. Francesco d’Assisi, san Girolamo e sant’Antonio abate a sinistra, che presentano il committente inginocchiato; e san Pietro, un santo vescovo (forse S. Prosdocimo, primo vescovo di Padova) e san Paolo a destra, che mostrano lo scudo e il cimiero con corpo di drago e testa di vecchio barbuto identico a  quello scolpito alla sommità dell’arco.

     E per la sua sepoltura fu scavata nel muro una nicchia, come scrive il Gonzati: ”A sesto acuto e se ne ornarono gli orli esterni di graziosa cornice con elegantissime foglie rampanti, le quali concorrendo ad unirsi  nella sommità formano una mensola che sopporta lo scudo piegato e sormontato dal cimiero. Sotto a sì nobile arco giace l’urna, fregiata dei più ricchi ornamenti dell’arte gotica […]. Sul coperchio dell’urna giace supino il guerriero a mani giunte in preghiera, occhi aperti e vestito di tutti quegli arnesi che sfoggiavano i cavalieri del medio evo; la testa è posata sul cuscino e i piedi sono poggianti contro due leoni che simboleggiano il suo valore. Tiene cinta al fianco sinistro la spada e al destro lo stiletto chiamato “misericordia”.  

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